Internet e de-formazione scolastica

24 01 2007

A volte mi capita, osservando mia sorella minore e le sue abitudini scolastiche, di fare qualche paragone a suo modo nostalgico con quella che era la mia quotidianità alla scuola elementare.

Quei tempi in cui le ricerche si facevano passando una giornata con l’enciclopedia in mano, e non in 5 minuti con Google.

Però si imparava, e sebbene il “vedi pag. X” sia stato sostituito dai più veloci link, il risultato non è affatto uguale.
Cambiano i tempi, cambiano le circostanze e le necessità formative. Alcuni metodi però, a mio avviso non sono da modificare. Ed invece sono stati cambiati, secondo logiche e concetti che faccio fatica a capire.

Così vengo a sapere che un insegnante può addirittura essere denunciata se assegna compiti estivi, oltre a quelli scarsi assegnati durante l’anno ( secondo il ministro, i bambini devono avere il tempo di approfondire i propri interessi. A 10 anni. Ma ha figli il ministro ? ), che si bada più alla sostanza che alla forma ( giusto, ma se i bambini non sanno scrivere decentemente… come fanno a trasmettere i contenuti ? ) e tante altre belle cose. Come l’uso dei computer.

Con l’occasione di aiutarla per fare un compito, ho notato che parte integrante di alcuni esercizi presenti sui libri di testo sono le “ricerche in internet” . Male ! Per diversi motivi:

  • Come si permettono di presumere che in ogni casa ci sia un computer connesso ad internet ? Se non lo ho ? Non posso fare il compito ?
  • E’ stato insegnato ai bambini come si eseguono le ricerche in internet ? Voi adulti sapete bene quanto possa essere difficile trovare informazioni rilevanti anche con anni di esperienza alle spalle. Senza contare l’immensità di spazzatura che il mini-googlista potrebbe incontrare involontariamente. “Preserviamo la loro innocenza” …. seeee…
  • Non è corretto abituare i bambini ad utilizzare il computer per questo tipo di scopi. Dato lo scarso ordine dei quaderni, hanno difficoltà nell’eseguire moltiplicazioni in colonna, che quindi spesso non vengono…. se poi li abitui ad usare la calcolatrice non impareranno mai neppure a fare le cose più semplici !

Questa cosa mi ha fatto capire finalmente fino a che punto “le macchine” si sono insediate nella nostra vita quotidiana, e quale considerazione la società ha di questi oggetti.

Nati con la promessa ( discretamente mantenuta ) di velocizzare il lavoro dell’uomo hanno poi assunto il ruolo di controfigura, essendo utilizzati per abitudine sempre e comunque. Il risultato ? Non sappiamo più fare le cose da soli.

E allora è qui che mi accorgo che il vortice ha già cominciato a catturarci tutti, ed una volta dentro sarà molto difficile uscire da questa condizione di semi-schiavitù volontaria. E’ un gatto che si morde la coda, creiamo computer che svolgano il lavoro per noi. Li utilizziamo nel mondo del lavoro e di conseguenza bisogna formare i futuri-lavorativi all’utilizzo di questi strumenti. Di conseguenza loro si abituano a servirsi del computer per svolgere ogni cosa.

Certo, non sono affatto contro il progresso, il miglioramento dello stile di vita e la facilità di conoscere il mondo stando in poltrona. Ma credo sia necessario per prima cosa conoscere il proprio mondo e sapersela cavare da soli, sebbene nel proprio piccolo.

Cosa ne pensate ? Se avete un figlio oppure conoscete i babini di vostri amici e parenti, riconoscete questa condizione ?

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8 responses to “Internet e de-formazione scolastica”

24 01 2007
Adriano (10:23:00) :

Tu citi tre motivi per cui non è troppo bene che si abbia come tema di studio la ricerca in internet.
1º motivo: Dato che oggi, il normale (almeno qui in Italia, e in particolare in queste città del nord Italia) è che uno abbia in casa un computer, pure con collegamento a Internet, preferisco che sia data a tutti la possibilità e poi si risolva per i pochi sfortunati. Come ad esempio, un laboratorio scolastico. Nelle mie università in Argentina, non tutti avevano il denaro per comprare i libri (là l’uni pubblica è gratuita), non significava che i professori non raccomandassero come testi libri cari, significava che chi non aveva i soldi studiava in biblioteca.

2º: quello è una supposizione, non un’argomento. Direi che è essenziale insegnare _al più presto_ ai bambini a usare l’internet e i motori di ricerca in particolare. Sono un implemento ormai essenziale, e lo saranno ancora di più in futuro.

3º: sono d’accordo che prima di certe cose è bene impararne altre, e che prima di imparare con la calcolatrice è buono saper fare i conti a mano. Però non mi sembra. Tu parli di disordine. Quello ci sarà dentro o fuori dal computer (vedi schermi == fogne di icone). È nelle menti che si deve lavorare per ottenere creatività e ordine (due cose spesso opposte). Il desktop e il quaderno sono sintomi, non cause.

Le macchine hanno sostituito l’uomo in tante cose, e sono una base per permetterci di arrivare più in alto. Io non credo che -a suo tempo- insegnare le equazioni differenziali fosse scorretto perchè “ci allontanava dalla vera matematica” (inventi miei, è solo un’esempio). I computer sono appoggi, attrezzi imprescindibili per molti lavori al giorno d’oggi. Lo so che 3/4 del mondo non li hanno mai visti (insieme alla tv, l’elettricità, i 3 pasti al giorno o l’acqua potabile). Però viviamo nell’altro quarto, quello ricco. Inutile e dannoso pretendere che non esistano.

24 01 2007
Longinus (12:17:53) :

Sono daccordo con queste considerazioni, a patto che vengano apllicate ad una fascia di età più vicina al mondo del lavoro e già conoscitrice di certe realtà.
Quando si tratta di “tirare sù” una persona, quindi infondendo i primi insegnamenti fondamentali ( quelo di cui _dovrebbe_ occuparsi la scuola elementare ) credo che questo risulti deleterio, non permettendo al bambino di capire quel che sta facendo, e rendendolo inevitabilmente spaesato nell’eventuale mancanza di certi strumenti per perseguire certi obiettivi.
Senza contare che l’utilizzo per esempio del PC a casa dovrebbe comunque essere assistito da un genitore, e non dall’insegnante pronto a correggere un utilizzo scorretto.
Possiamo anche dire “lo corregge il genitore”. ma allora siamo da capo : perchè mandare il bambino a scuola ?

24 01 2007
Juspolo (12:44:31) :

Per me il Longinos, ha trattato più di 4 “temi”, e per essere precisi 5 :

1. Il ministro è troppo distante dalla realtà ( scritto dal Longio ).
Questo argomento mia ha fatto riflettere per un bel po qualche mese fa.. perchè quando uno inizia ad avere interessi mi sono ritrovato ad avere sempre meno tempo percoltivarli?
E’, IMHO, allucinante! Non so voi, ma la mia esperienza è stata di iniziare ad avere interessi verso le superiori con un discreto tempo ( progressivamente decrescente ) per “star dietro” agli approfondimenti di certi argomenti, con il risultato che adesso ho molti interessi verso determinate materie ma non ho il TEMPO per seguirle, eppure nella vita vorrei andare a fare un mestiere inerente. Non si potrebbero introdurre prima ( rispetto all’università ) la possibilità di cambiare alcune materie per poter approfondire?

2/3. Credono che tutti abbiamo un computer e che tutti abbiamo internet.
Quoto giustamente Adriano sul fatto che molti pensano che in italia la situazione sia questa.. ma non è vero!
Certe persone che stanno a 30km da una città non hanno ancora la linea ( non per loro scelta, certo ) e se ce l’hanno gli è arrivata da poco.. altre che stanno in città ma sono studenti ( universitari ) in affitto non hanno ne computer ne internet e vanno in biblioteca per poter fare ricerche.

4. Non insegnano più bene le basi.
Appoggio sia adriano che il Longinoos, per me: prima si insegnano le cose rudimentali poi si introduce la calcolatrice o comunque “le scorciatoie”.. ( Forse è bene prima insegnare le basi! )
Continuo ma non per polemicizzare, io fino ad ora, in matematica/analisi, non ho tutt’ora utilizzato una calcolatrice.. le uniche eccezioni sono state fisica/chimica e statistica/TDS.

5. La tecnologia è parte di noi.
La tecnologia, dalla rivoluzione industriale, è diventata una parte essenziale della nostra cultura/società ma deve essere presa col contagoccie.. es: a cosa serve a un bambino delle elementari il cellulare? la calcolatrice? Per me a nulla.
Serve a diseducare le generazioni. Se effettivamente noi siamo nella parte “ricca” e “civilizzata” non dovremmo insegnare anche il valore delle cose? Valore si economico ma sopratutto valore di utilità, far capire che effettivamente l’utilizzo di quell’ “utensile” ha effettivamente portato delle comodità ma non per questo deve essere trattato come un’abitudine o peggio ancora dato per scontato.

24 01 2007
Longinus (12:59:39) :

Condordo, se anche la tecnologia è diventata “facile” ed è alla portata di tutti, non significa che questa vada utilizzata sempre. E’ per l’appunto una comodità, e come tale si sfrutta quando
1) Dopo aver svolto quel lavoro in modo tradizionale scopriamo i vantaggi della tecnologia
2) Possiamo permetterci di sfruttarla. Non scambiamo le comodità come prerogative.
IMHO

24 01 2007
Adriano (13:35:42) :

D’accordo con voi, in genere, ma stiamo passando -per me- dall’epoca in cui il PC era un lusso all’epoca in cui è una necessità, almeno in questa parte del mondo. Per quello i miei argomenti. Dopo tutto, se l’accesso a Internet collassasse soltanto in una città come -per dire- Milano, crollerebbe mezza Italia. Ditte, governo, eccetera. È ormai in quel senso come un blackout di luce, per certe zone. Ovviamente, se abito a inculoailupi la situazione e le comodità non sono le stesse, ma mi sa che ormai in Italia è più la gente che può che quella che non può. Io, per fortuna, può, e in quel senso preferisco una politica inclusiva a una che non usi le possibilità di Internet o il computer “perchè non tutti ce l’hanno a casa”.

“Dopo aver svolto quel lavoro in modo tradizionale scopriamo i vantaggi della tecnologia”
Dobbiamo obbligare i fattori a usare la zappa su qualche ettaro prima di comprare il trattore? Dobbiamo farci _tutti_ due o tre libri contabili prima di imparare che Excel può fare lo stesso lavoro? Ecco come la comodità passa a essere necessità. Il computer svolge o aiuta a svolgere certi lavori macchinosi (mai fu termine più adatto). Inutile e dannoso pretendere che non esista. Utile, certamente, a una certa età, fare imparare ai bambini che le cose hanno uno sfondo più complicato -> conti a mano, ortográffia ed grammatica, ecc. Qual’è l’età adatta? Boh… Forse dopo aver imparato il resto delle cose (questo implica bocciare anche un sacco di adulti, a quanto vedo in certi siti).

In quanto alle affermazioni del ministro, non le ho sentite, ma se ha opinato quello mi piacerebbe sapere cos’aveva fumato prima.

24 01 2007
Longinus (14:45:46) :

Credo di non essermi espresso a dovere.
Non chiedo di tornare indietro con le tecnologie e i tempi di lavoro.
Sto dicendo che AD UN BAMBINO DELLE SCUOLE ELEMENTARI ( forse anche medie ) bisognerebbe insegnare le basi, prima di insegnargli ad usare i nuovi strumenti. Perchè c’è il rischio che impari ad USARE IL COMPUTER PER FARE QUEL COMPITO, ma non sa nè usare il computer, nè fare quel compito, se presi separatamente.

24 01 2007
Adriano (15:26:12) :

… In quello siamo d’accordo, come ho detto. Il problema è che -a quanto ho creduto, per quello le mie risposte- da quel punto lì, estremamente succinto e ragionevole, il resto del post si legge come qualcosa di molto più generale, e a quello ho risposto. Usualmente capita, quando si usa un tema particolare per giustificare qualcosa di generico. O quando sembra.

Io non vedo come male che a un bambino piccolo, alla scuola elementare, si insegni l’informatica (magari qualche concetto di programmazione dopo che ha capito come ragionare un pò in astratto, sarebbe bello), ma a patto, come vuoi tu -e in genere qualunque essere razionale (i.e. che la pensi come me)- che impari le cose basiche per andare nella vita.

Se il problema è che la capacità di astrazione è scomparsa, e vediamo un fine nel computer quando è un mezzo, allora c’è ben peggio di cosa si insegna: il come lo si insegna. Anch’io mi incazzo quando sento che una mia parente maestra deve insegnare AutoCAD ai bambini, ma non mi oppongo per questo all’informatica e internet nelle scuole elementari, anzi.

24 01 2007
Juspolo (16:23:56) :

Alla fine siamo giunti al nocciolo :)

p.s. da una recente indagine che hanno fatto nei bagni delle camere, si sono scoperte tracce di cocaina, quindi invece che dire “cosa si era fumato prima” dovremo parlare di cosa “hanno tirato prima” :D

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