Wikipedia ed autorità “sociale”

31 01 2007


 

Uno dei tanti progetti e servizi che sono oggi sulla bocca di tutti è Wikipedia, l’enciclopedia gratuita creata dagli stessi utenti.

Rispetto ad altri servizi molto diffusi, però, ha rivelato avere una caratteristica in più. Ha dimostrato di avere una riconosciuta autorità e validità di contenuti anche in ambienti meno "tecnologici".

Dal 2004, negli USA, sono state più di 100 le citazioni a Wikipedia nelle aule di tribunale, e parte di queste sono state esposte in procesi "importanti".

Certo è stato spiegato dagli addetti al settore che Wikipedia, grazie alla sua accuratezza e al pregio di essere sempre molto aggiornata, si presta come fonte importante di nozioni e risorse. Questo però viene considerato solo di fronte a questioni "leggere", o per meglio dire, dibattiti semplici in cui non sono in gioco decisioni importanti.

Stephen Gillers, un professore della New York University Law School dice infatti che nelle aule di tribunale non bisognerebbe citare Wikipedia se il pubblico non è ancora pronto a riconoscerne l’autorità.

Il problema maggiore è che nella vasta enciclopedia collaborativa non può esserci un efficente e minuzioso controllo sulla qualità delle informazioni immesse ( non tutti conoscono ogni argomento e ogni voce dell’enciclopedia ). Per ora, quindi, la questione Wikipedia in ambito giuridico è lasciata per così dire "in sospeso".

Comunque sia, si tratta di un fenomeno importante per le iniziative online "social" che sono tanto di moda oggigiorno. Wikipedia ha dimostrato che prendendo questo impegno con serietà anche il lavoro di "volontari" può rivelarsi utile e ben fatto, tanto da prestarsi poi ad applicazioni "serie", dando tra l’altro visibilità ad progetti collaborativi promettenti. 

 

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