Perchè non usare il casco
14 11 2007
“Perchè mi fa sembrare stupido”.
Certo, hai ragione…
Altre convincenti giustificazioni le trovate qui.
Technorati Tags: casco, sicurezza, pubblicità progresso
Categories : Serio, Moto, Informazione

“Perchè mi fa sembrare stupido”.
Certo, hai ragione…
Altre convincenti giustificazioni le trovate qui.
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Per cominciare, vi mando a rileggere il primo post di questa serie imperdibile (?) che racconta dei miei moto-giri un poco diversi dal solito. vuoi per fatti accaduti “in corso d’opera”, vuoi per caratteristiche particolari. La prima puntata era soprannominata “I due Passi“.
Vi chiedo scusa se non ci sono foto a corredo, ma come sapere dal precedente post, sono sprovvisto di strumenti adeguati

Quello di oggi invece è stato un giro cominciato un po per sfizio, all’avvantura insomma. Da qualche tempo vado in cerca di itinerari per vedere posti nuovi e per godere di panorami difficili da trovare in città. Oggi ho deciso di fare questa strada ( se non funziona provate anche con questa), percorrendo alcune delle strada più tortuose, più silenziose, più pulite che io conosca.
Certo, chi non è della zona faticherà ad immaginarsi il viaggio, se non altro, mi permetto di consigliarlo come tour domenicale per chi passasse da queste parti.
Si comincia con la tradizionale traversata della Val Trebbia, conosciuta e temuta per l’enorme traffico in giorni feriali e l’assalto dei motociclisti da bar, è anche la strada che miete più vittime tra il popolo a due ruote. Toccatina rituale al cavallo e via, fino alla prima sosta a Marsaglia (a.ka. Corte Brugnatella ).
Volendo ripercorrere alcune strade citate anche nel post che vi ho linkato sopra, ho deciso di attraversare i monti per arrivare nell’altra vallata, sforando un pochettino nel Parmense. Dopo aver fatto la traversata verso Ferriere ( due braccia cosi per colpa della fantastica strada a gruviera per tutto il Mercatello e le Pianazze ), non ricordandomi bene le strade montane decido di chiedere ad un arzillo signore, che mi da indicazioni chiare, precise… dimenticandosi solo di darmi qualche indicazione sulle distanze.
Ed ecco che passo la mia “mezz’ora calda”.
Strade deserte, pochissimi cartelli stradali e la spia della riserva che accenna ad accendersi. Sudori freddi. Menomale che incontro un altro motociclista sulla mia strada ( con tanto di bambina zainetto, quindi doveva tenere la mia velocità di crocera) che guardacaso deve proprio andare a Bardi, dove vado io. Centauro esperto il tipo, segnalava ogni anomalia sull’asfalto ( cosa gradita da chi segue ) e segnalava anche i punti in cui avrei potuto sorpassarlo. Che bravo ragazzo. Peccato che ti sto seguendo per arrivare a destinazione, stordito!
Finalmente arrivo a Bardi, territorio parmense, chiedo indicazioni per tornare sulla “retta via” e mi spediscono a Bore con un “Là troverai i cartelli”. Ah beh, allora…
Arrivo di volata a Bore, con la simpatica lucina della riserva accesa e come per incanto, ecco che vedo un distributore.
1.39 €/L, ammazza! Ma devo tornare a casa.. quindi… faccio benzina e chiedo alla gentil donzella come posso tornare verso Morfasso, o Lugagnano. La “rustica” benzinaia si prodiga a chiamare a raccolta i vecchi del paese che mi snocciolano una serie di paesi e località varie che io non ho nemmeno sentito nominare. “Quindi tengo sempre la sinistra fino al cartello Lugagnano?”. “Si”. Potevate mica dirlo prima ?
Da qui è tutto più tranquillo, strade conosciute e traffico più intenso. Unica nota di viaggio da qui in giù, per chi decidesse di emularmi, è la visione dall’alto del bacino idrico della Diga di Morfasso, che si ha giungendo da Bore ai pressi di Sperongia, in Val d’Arda.
Questa volta nessun casco è caduto. Dovrò solo scrostare la visiera dalla miriade di animali volanti che hanno trovato la morte su di essa. Pericoli del mestiere..
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Una delle soddisfazioni maggiori che ci si può togliere nella vita è realizzare un proprio sogno. Più difficile è realizzarlo, meglio è.
Una delle mie passioni è la moto, alcuni di voi già lo sanno. Ed ecco il perchè del mio interesse verso Partireper.
Si tratta di un ragazzo, Gionata Nencini, che ha deciso di intraprendere un viaggio intorno al mondo ( si esatto, tutto il mondo ) in sella alla sua moto.
Dormendo in tenda, cucinando con un fornelletto da campeggio, cercando di superare la barriera linguistica.
Come lui stesso dice:
É difficile, soprattutto per me, dire cosa sia Partireper. Fintanto vivró questo giro del mondo in moto dal suo interno, non potró capirlo, ma solo dargli forma.
Sará dunque piú semplice per tutti voi dire cosa questo mio viaggio rappresenti. Forse lo capirete, forse no. Forse vi incoraggerá, forse vi spaventerá.
Qui dentro non parlo dei chilometri percorsi, del costo della benzina al litro o delle prestazioni di una moto. Parlo di un viaggio e delle cose che per me veramente conta valorizzare durante il suo compimento.
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Vi riporto un post scritto su un forum che frequento. Chi come me ama la moto capirà… gli altri.. beh.. non sapete cosa vi perdete
E’ bello andare in moto quando è sereno (ma va?)
Ma, quando piove….
Sono le sette, hai finito di lavorare ed è già buio. Un’occhiata fuori, e parte la saracca… anche 2
ma che vuoi farci, piove: governo ladro!
E via con la vestizione: tutone o pantaloni antipioggia, ghette o parascarpe, velcro, cerniere, bottoni, zip, clic, clac, straaap (rumore del velcro
),… e si parte.
Sotto la pioggia.
Dopo 3 metri trovi il coxxone di turno che quando piove è come un gremlin quando si bagna (mai bagnare un gremlin
).
Anzi, veramente è pieno di questi esseri, chiusi nelle loro scatolette con i vetri appannati, riparati e al calduccio/asciutto.
Ma con la pioggia sono ancora più distanti, lontani e più estranei che mai (…almeno fino a quando non ti fermi a fare una constatazione amichevole
)
Ma soprattutto sono veramente più coxxoni che mai! ![]()
Si, quando piove gli automobilanti sono veramente degli imbecilli:
non che quando è sereno siano meglio, ma almeno A VOLTE ti vedono.
E vorresti avere non il misero clacson in dotazione, ma un apparato con canne d’organo a 1024 voci capace di spaccargli i vetri solo con i bassi.
E quando ti fanno la sporca davanti al naso e tu a momenti ci sbatti il grugno puoi imprecare e mandarli a fangulo urlando come un pazzo, a gran voce.
Sotto la pioggia.
Ma tanto rimane tutto li dentro, nel silenzio del tuo casco, in quel mondo a parte, un pò appannato e ovattato, chiuso da una visiera piena di goccioline luminose.
Visiera di me..a, che se la apri ti lavi con l’acqua che il TIR che hai davanti tira su a secchiate “finissime”.
Allora ti rassegni e la tieni chiusa.
Sotto la pioggia.
Poi c’è la strada.
Il percorso casa-ufficio di solito lo fai in 4 minuti, 2 decimi e 8 millesimi, a seconda delle condizioni della pist… ehm strada, a seconda del traffico e (soprattutto) di chi ti “sfida”.
Ma quando piove la strada diventa un vero percorso di guerra.
Pavè e binari diventano dei veri serpenti a sonagli, pronti ad azzannarti appena li calpesti.
I segnali orizzontali, le strisce pedonali e (aaargh!!) i binari del tram diventano dei campi anti-gravitazionali che, se appena provi ad inclinarci le ruote sopra, tutte le leggi di fisica elementare che conoscevi svaniscono.
E non vedi l’ora di scendere. Di arrivare. Di rimettere i piedi sulla terra ferma.
Insomma, guidare quando piove è veramente una gran rottura di coxxoni!!! Ma valentino come caxxo fa? A Donington (mi-ti-co!!!) come caxxo ha fatto???
Ma…
Sotto la pioggia.
Quando avverti la pioggia che batte sul casco e senti il crepitio (eh?) delle gocce sopra la zucca.
Quando senti (ancora di più) il respiro nel tuo casco.
Quando sei concentrato, teso e attento come solo uno che guida-una-moto-sotto-la-pioggia può essere.
Quando, finalmente, il traffico si dirada e sparisce, anche solo per un attimo.
Quando fuori sei fradicio e ghiacciato. Ma solo fuori.
Quando cogli l’occhiata di un esserino che dal suo finestrino semi-appannato ti guarda con compassione perchè si accorge (finalmente) che dentro il casco c’è qualcuno come lui (bè, quasi…
).
Oppure con sdegno perchè tu “fai il duro che va in moto sotto la pioggia”. O peggio, ti fa vedere che lui si accende la sigaretta….
E quando la visiera semi-opacizzata tiene dentro i tuoi pensieri, più di quando è sereno.
Allora ti senti un vero motociclista.
Allora senti di aver fatto una scelta nella tua vita.
Di vivere un “gradino” più libero degli altri.
Di “guidare fisicamente” e di affrontare qualche difficoltà in più.
Di non aspettare l’autobus e di non stare in coda.
Di aver scelto.
E di esserne ripagato.
Di guidare una moto.